I 4 punti a mano più usati

I Punti a mano
Breve guida su come fare i punti a mano più usati: Punto Filza, Punto Indietro, Punto Mosca e Punto Invisibile

Lo scopo di questo articolo è darvi una guida pratica su come fare i punti a mano, non vuole essere una lezione, non sono una sarta esperta quindi non mi arrogo questo diritto, ma, proprio per questo so che le basi del cucito, che spesso per alcuni  sono scontate, per altri, come me, non lo sono affatto. Può capitare ad esempio che in un progetto che ci piace sia previsto di fare il punto invisibile, ma, anche se è molto semplice, se non lo abbiamo mai fatto, non sapremo da che parte  iniziare.

Qui vi racconto come li ho imparati io e come fare per avere sempre a portata di mano un promemoria, senza dover inevitabilmente cercare un tutorial su internet!

I PUNTI A MANO

I punti di cui parlerò sono:

Dai punti a mano parte ogni corso di cucito, anzi per essere precisi, parte dall’imparare a maneggiare ago, filo e stoffa.

No, non possiamo esimerci (la macchina da cucire in certi casi non può essere usata, ad esempio per gli orli di pantaloni eleganti!) dobbiamo prendere dimestichezza con questi strumenti e l’unico modo è provarci.

Da dove partire? Semplice, si prende l’ago, scegliendo quello adatto, e il filo.

(per approfondire puoi leggere il mio articolo Aghi spilli e clips )

Quanto filo serve?

Il primo segreto che la mia anziana insegnante mi ha svelato quando ancora non avevo alcuna nozione di cucito, è che esiste una giusta lunghezza della gugliata di filo! (la gugliata è il pezzo di filo che ho tagliato e infilato nell’ago)

Si, perché se il filo è troppo lungo tenderà ad annodarsi facilmente, rendendo il lavoro difficoltoso. Se invece è troppo corto, perderemo un sacco di tempo a chiudere la cucitura e reinfilare l’ago più volte del necessario.

Quindi? Quanto filo prendere?

Ciò che mi è stato insegnato è questo: La quantità di filo giusta è uguale alla lunghezza del mio braccio, quindi diversa per ogni persona!

Insomma, per capirci, prendo il rocchetto di filo con una mano e lo tengo ad altezza petto, con l’altra prendo il capo del filo e lo tiro allargando il braccio, quella è la misura perfetta.

Ora, non so se sia il metodo giusto o meno, ma per me si è sempre rivelato corretto!

A questo punto infilo l’ago.

Non ci riuscite perché il filo é sfilacciato e proprio non vuole entrare nella cruna? No, non dovete ciucciare l’estremità del filo (ve lo dico perché io lo facevo e sono stata giustamente sgridata!) Ciò che dovete fare è prendere le vostre forbicine ben affilate e tagliare il pezzo di filo rovinato. Con un taglio netto e pulito non avrete più problemi a infilarlo!

Fate il nodo ad una estremità del filo.

Non si usa quasi mai il filo doppio, solo per attaccare i bottoni o fare rammendi, in quel caso, allora, dovrete annodare assieme le due estremità, ma non è questo il momento.

Adesso il vostro ago è pronto all’uso, ma…. cosa cuciamo?

Prendete un rettangolo di stoffa di recupero, possibilmente di cotone a tinta unita.

Immagino che se avete appena iniziato a cucire non siate provvisti di molti ritagli, ma non è un problema. La nostra casa è piena di stoffa di recupero inutilizzata, basta saperla vedere!

Avete delle vecchie lenzuola lise che non usate mai, ma non avete ancora buttato? Una tovaglia macchiata che non tirate più fuori da almeno un anno? Una camicia di vostro marito che è finita per sbaglio in lavatrice insieme a delle mutande rosse, diventando di quel simpatico color rosa?

Questa è tutta stoffa che potete riutilizzare a costo zero! Lo so, le prime volte fa un po’ impressione tagliare un indumento o della biancheria di casa che una volta usavamo, ma, siamo onesti, se abbiamo scelto proprio quell’oggetto è perché era destinato alla pattumiera, quindi è sicuramente meglio usarlo per il cucito!

Ora che avete individuato la stoffa, ritagliate un rettangolo e disegnate 4 linee parallele a 2 cm una dall’altra

Ora siete davvero pronti per iniziare a conoscere i punti a mano

PUNTO FILZA o PUNTO DA IMBASTIRE

E’ un punto provvisorio, si usa per imbastire, cioè tenere insieme più strati di tessuto che saranno in seguito cuciti a macchina. Si utilizza di solito un filo da imbastire, che si strappa facilmente, di un colore contrastante rispetto al tessuto, perché è più facile individuarlo e toglierlo una volta finito il progetto.

Usato sul tessuto singolo, serve a marcare delle linee di cucitura.

La lunghezza del punto varierà in funzione del tessuto e del lavoro che stiamo facendo.

Si lavora da destra verso sinistra.

Ora proviamo a eseguirlo insieme.

Prendete il vostro rettangolo di stoffa e l’ago infilato.

Infilate la punta dell’ago sull’estremità destra della prima linea disegnata e fatela uscire a circa 5mm.

Punto filza o punto per imbastire

Continuate così per tutta la lunghezza della riga tracciata

punto filza o punto per imbastire

L’unica difficoltà che potete incontrare con questo punto è la regolarità, ovvero il mantenere la stessa distanza tra un punto e l’altro. All’inizio potete aiutarvi con il metro.

Arrivati alla fine della linea dovrete fare un punto di fermo, ovvero un punto indietro.

Vediamo come si fa.

punto di fermo

Dovete puntare l’ago nel foro esatto del punto precedente e farlo uscire nel foro dell’utimo punto eseguito

punto di fermo 2

Perfetto! Avete terminato con successo la prima linea a punto filza del vostro lavoro!

Passiamo alla seconda

PUNTO INDIETRO

E’ un punto molto solido, si usa in sostituzione della macchina da cucire. I punti devono essere regolari perché rimangono visibili.

Anche qui il senso del punto va da destra verso sinistra.

Puntate l’ago sull’estremità destra della seconda linea avendo cura di lasciare 8 mm dal bordo.

punto indietro

A questo punto tornate indietro di 5 mm puntate l’ago e fatelo uscire 10mm dopo, ovvero a 5mm dal primo punto.

punto indietro 2

Continuate sempre tornando indietro puntando l’ago nell’ultimo punto fatto e facendolo uscire dopo 10 mm.

punto indietro 3

Vi risulta difficile fare punti regolari? E’ assolutamente normale, il vostro occhio deve essere educato a riconoscere le misure, col tempo vi verrà naturale, per il momento potete aiutarvi col metro. Oppure, potete segnare per metà della vostra linea punti ad una distanza di 5mm uno dall’altro

punto indietro 4

E’ più semplice imparare il punto indietro con dei punti di riferimento chiari!

punto indietro 5

La seconda metà provate a farla senza aiuti.

Arrivati in fondo dovete fare un punto di fermo, che altro non è che un punto indietro effettutato sopra l’ultimo punto fatto.

punto indietro 6

Bravissimi! Avete imparato anche il punto indietro

PUNTO MOSCA

Il punto mosca è un punto alto, ma piatto e molto elastico, si usa per fare gli orli nei tessuti spessi, in capi foderati, per rifinire i margini di tessuti non orlati, o per fissare una fliselina non termoadesiva.

Si cuce da sinistra verso destra, ma con l’ago che punta da destra a sinistra.

Proviamo a farlo

Sul vostro rettangolo di stoffa vi rimangono 2 linee, entrambe ci serviranno per il punto mosca.

Puntate l’ago sulla sinistra della linea in basso

punto mosca

Ora posizionate l’ago sulla linea superiore a circa 13mm dal bordo e tornate indietro di 3 mm

punto mosca 2

Ora tornate sulla linea in basso, puntate l’ago a 23mm dal punto più vicino al bordo e tornate indietro di 3mm

punto mosca 3

Ripuntate l’ago sulla linea di sopra a 23 mm dal punto più vicino al bordo e tornate indietro di 3 mm

punto mosca 4
Punto mosca 5

Continuate fino alla fine delle linee e fate un punto di fermo

punto mosca 6
punto mosca 7

Avete portato a termine anche il punto mosca!

Il mio consiglio adesso è di scrivere sul vostro lavoro queste indicazioni

I 4 punti a mano più usati

Potrete conservarlo insieme ai vostri attrezzi del cucito,  così da averlo sempre a portata di mano nel momento di bisogno, sarà più facile ricordarvi da dove dovete iniziare o quali passaggi dovete fare per eseguire i vari punti!

Le misure che vi ho dato erano per rendere più semplice e chiaro l’esercizio, per abituarvi alla regolarità dei punti, ma nella realtà le misure variano in funzione del tessuto e del lavoro che stiamo facendo.

Applicazione Punto Mosca

Vi ho spiegato come si esegue il punto mosca, mi sembra più semplice capire i passaggi facendolo in piano, su stoffa semplice, ma nella realtà vi troverete a farlo negli orli di capi pesanti, soprattutto cappotti, quindi vediamo nella pratica come si fa.

Ho preso un rettangolo di stoffa con un lato rifinito e ho piegato questo lato di 2 cm ripassandolo col ferro da stiro. In questo modo mi ritrovo nella stessa situazione di quando devo fare un orlo.

Ho infilato l’ago con un filo di colore contrastante rispetto alla stoffa in modo che sia ben visibile. Nella realtà ovviamente, dovremo invece usarlo del colore più simile possibile alla stoffa, per evitare che si veda.

Adesso punto l’ago sul risvolto nell’angolo a sinistra, in modo da non prendere la stoffa sotto.

applicazione punto mosca

Dopodichè punto l’ago proprio al di sopra  del risvolto. Dovete fare attenzione a prendere solo pochi fili in modo che l’ago non passi dall’altra parte, altrimenti il filo risulterebbe visibile sul dritto del lavoro.

applicazione punto mosca 2
applicazione punto mosca 3

Continuo ad eseguire il punto mosca per tutta la lunghezza della stoffa e termino con un punto di fermo.

applicazione punto mosca 4
applicazione punto mosca 5
applicazione punto mosca 6

Girando il lavoro sul dritto, il filo non si deve vedere.

Ora l’orlo è fissato e il punto mosca non ha più segreti per voi!

SOTTOPUNTO O PUNTO INVISIBILE

Il punto invisibile è il punto usato per fare gli orli, ma anche nel cucito creativo si ritrova spesso.

Si lavora da destra verso sinistra.

Vediamo come si fa.

Prendo un altro pezzo di stoffa che ho  preparato facendo due pieghe di due cm su un lato ripassate col ferro da stiro, proprio come fosse un orlo.

Punto l’ago in basso a destra, sull’orlo risvoltato, ma all’interno, per capirci sul lato che tocca la stoffa.

punto invisibile

Adesso punto l’ago sull’altro lembo di stoffa a circa 5/7 mm. dal nostro punto attuale, avendo cura di prendere UN SOLO filo e di mettere l’ago alla stessa altezza sui due lembi di stoffa.

Nel cucito creativo invece, anche se il procedimento è identico a quello per fare l’orlo, dovrò prendere più fili e non uno solo, per rendere la cucitura più resistente.

punto invisibile 2

Continuo così ad eseguire il punto invisibile, un punto sul risvolto, un punto sull’altro lembo sempre ad intervalli regolari.

punto invisibile 3

Bisogna avere cura di non tirare troppo il filo, questo è un punto che deve rimanere un po’ lento, per evitare che si veda sul dritto.

Ovviamente questo accorgimento è valido per gli orli, quando invece lo uso nel cucito creativo per chiudere un’apertura, è bene che il punto sia stretto!

Arrivati al fondo si fa il punto di fermo e il lavoro deve risultare così

punto invisibile 4

E sul dritto non si deve vedere niente, da cui il nome Punto Invisibile!

Questi sono i punti a mano più usati in sartoria, ovviamente ce ne sono altri, ma questi sono la base per iniziare ad approcciarvi al cucito.

Se avete dubbi o c’è qualche passaggio poco chiaro chiedete nei commenti, cercherò per quel che posso di rispondere al meglio.

 

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